Tunisia


La nazione nordafricana raggiunse l'indipendenza nel 1956. Ne fu artefice Habib Bourguiba, futuro presidente della Tunisia. Bourguiba orientò la politica internazionale su un binario di equilibrio tra gli opposti blocchi capitalista e marxista. In politica interna, dopo il fallimento del modello socialistico - collettivistico nel settore agrario ed economico, una svolta si ebbe con il primo ministro Nou Ira, che segnò la vittoria dell’ala più conservatrice del socialismo desturiano, questi perseguì una politica di conciliazione nazionale e di liberalizzazione economica. Il piano quinquennale 1977 – 1981 voluto da Bourguiba non incontrò favori nell’ambiente rurale e sindacale, al punto da innescare una serie di scioperi nel 1978, che si trasformarono in una vera e propria rivolta sedata nel sangue.

Nel 1987 sale al potere il generale Ben Alì, il quale sin da subito si adoperò per ricomporre i conflitti interni, concesse la grazia a favore di esponenti sindacali e politici. In tema di riforme istituzionali Ben Alì procedette ad una revisione della legge elettorale che consentisse di dar voce a tutte le tendenze politiche. Sul piano dei rapporti con i vicini paesi arabi, tra il 1987 e il 1988 ristabilisce relazioni diplomatiche con la Libia e l’Egitto, interrotte rispettivamente nel 1985 e il 1979. Da sottolineare l’evento storico tanto a lungo atteso, della firma di un trattato che nel 1989 dava vita, nella città di Marrakech, all’Unione del Maghreb Arabo (U.M.A.) tra Marocco, Algeria, Tunisia, Libia e Mauritania. Obiettivo era di creare uno strumento di cooperazione economica e integrazione politica e culturale.

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