giovedì 20 marzo 2008

MAROCCO





Protettorato francese dal 1912, portato all’ indipendenza nel 1956 dal sultano
Muhammad V, retto dal 1961 dal re Hassan II e dal 1999 dal figlio Muhammad VI,
il Marocco è attualmente una monarchia costituzionale.

La prima Costituzione risale al 1962 e recepiva un modello istituzionale di monarchia
quasi assoluta. La sostanziale mancanza di democrazia portava a forti scontri con le
opposizioni e a dure repressioni ( assassinio a Parigi del leader dell’ opposizione Ben Barka
nel 1965 che portava alla sospensione dei rapporti diplomatici con la Francia).

Nel 1972, dopo lunghe trattative con le opposizioni, veniva approvata una nuova costituzione in senso più democratico che tuttavia generava forti malcontenti tra l’ esercito ed anche tra i fino ad allora più fidati collaboratori del sultano.

Scampato fortunosamente a due gravi attentati, Hassan II per superare una situazione critica si dichiaravai disponibile ad un governo che coinvolgesse le opposizioni.

In questo periodo, il Marocco , paese fondamentalmente conservatore, si dimostra solidale
con tutto il mondo arabo e, pur mantenendo stretti rapporti con gli USA e le altre potenze occidentali,
non mostra preclusioni nei confronti dei paesi del blocco comunista.

Tuttavia l’atteggiamento assunto nei confronti del Sahara Occidentale
(ex Sahara Spagnolo - http://it.wikipedia.org/wiki/Sahara_Occidentale) e del Fronte Polisario generavano scontri non solo diplomatici con Algeria e Libia che ne sostenevano l’ indipendenza.

La questione del Sahara Occidentale, utilizzata dal governo in chiave nazionalista , dava luogo alla
“marcia verde dei 350.000 “ (5 novembre 1975) che vedeva l’occupazione pacifica da parte di coloni marocchini di quei territori con l’adesione anche delle forze di opposizione. Questa sorta di “unità
nazionale” consentiva ad Hassan II di formare un governo con la partecipazione dei leaders politici
delle opposizioni.

Il rafforzamento politico interno consentiva al governo marocchino di rendere più stretti i rapporti con gli USA e con la Spagna e di mantenere una politica di rigidità nei confronti della popolazione Saharawi e del Fonte Polisario (1982 costruzione del vallo fortificato a difesa dei giacimenti di fosfati oggetto di ripetuti attacchi armati da parte di guerriglieri del Polisario).

In questi anni la politica del Marocco è orientata sul piano interno a mantenere il precario equilibrio raggiunto. Sul piano internazionale si muove su diversi fronti: da un lato tenta un avvicinamento nei confronti dello Stato di Israele e dall’ altro verso i Paesi di cultura araba, dichiarando la propria disponibilità
ad un referendum per l’autodeterminazione del Sahara Occidentale, soluzione questa sostenuta dall’ ONU e dalla Organizzazione per l’ Unità Africana ( OUA ).

I migliorati rapporti con i Paesi islamici dell’ Africa settentrionale fa sì che il Marocco , nel 1989, sia fra i promotori dell’ Unione del Maghreb Arabo (UMA) assieme ad Algeria, Libia, Tunisia e Mauritania.

Il sia pur lento processo di trasformazione in senso democratico consente un rafforzamento dei rapporti con l’ Unione Europea.

Nel 1999 ad Hassan II succede il figlio Muhammad VI, che sviluppa una politica di maggior apertura verso le opposizioni e promuove alcune riforme istituzionali in senso occidentale.

A sostegno delle lotte del Popolo Palestinese, nel 2000 il Marocco sospende le relazioni diplomatiche con lo Stato di Israele, ma l’aver di fatto impedito lo svolgimento del referendum per l’ autodeterminazione del Sahara Occidentale torna a rendere assai tesi i rapporti con l ‘Algeria.

L’attentato terroristico alle Torri Gemelle dell’ 11 settembre 2001 e la conseguente escalation terroristica di matrice islamica coinvolge anche il Marocco che attua una dura repressione interna con forti condizionamenti anche verso la stampa. Ciò non ha impedito tuttavia l’adozione di alcune riforme, in particolare sul diritto di famiglia e matrimoniale, che hanno ancor più avvicinato il Paese alla UE con la quale intrattiene importanti rapporti economici.

Ad oggi rimane ancora sospesa la questione del Popolo Saharawi per il quale è stato predisposto un piano di pace che dovrebbe portare al referendum da lungo tempo auspicato entro il 2008.

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